Dante di Renzo Sartini

DANTE PERGREFFI lo ricordai così, tanti anni fa…

 

Tributo omaggio a Dante Pergreffi

altro grande artista della famiglia Nomadi

 

Dopo tantissimi anni nei Nomadi, Umberto Maggi il bassista, lascia il gruppo nel 1984 alla vigilia della partenza per il tour in Sardegna. Io stesso, alla fine del concerto d’Agosto a Firenze, al prato delle Cascine andando a salutare i Nomadi nel van autocarro dove allora si cambiavano, ho assistito incredulo e stupefatto allo scatto d’ira tremenda di Augusto, quando Umberto in quell’attimo stesso, alla fine del concerto, annuncio’ a lui ed agli altri l’abbandono definitivo dal gruppo, per motivi di salute. Augusto era letteralmente infuriato, e ne segui’ un battibecco ed una bruttissima e durissima lite tra lui ed Umberto. Ma la spalla infortunata del bassista non reggeva piu’ ed Umberto aveva bisogno di curarsi.  L’intensita’ delle serate dei Nomadi non gli consentiva di farlo come avrebbe dovuto. Era una conseguenza di un vecchi incidente d’auto (credo…). Umberto fu irremovibile e lascio’ cosi’ malamente il gruppo. In seguito poi negli anni successivi, per chi non lo sapesse, ci fu un chiarimento tra i due e la lite fu dimenticata, l’amicizia cementata in tanti anni di vita insieme ritorno’ a galla, e le questioni furono tutte dimenticate e chiarite, specialmodo da parte di Umberto, il quale incapace di voler male a qualcuno, aveva un grande rispetto, stima e grossa amicizia  per Augusto. Successivamente Umberto ha aperto uno studio di registrazione molto attrezzato a Modena, dove anche i Nomadi sono tornati ad incidere, assieme a molti gruppi famosi e non della bassa padana. Tornando a quei giorni, c’era quindi da sostituire e molto velocemente Umberto Maggi. Avendo quindi carta bianca dai Nomadi, come al solito se ne occupo’ Beppe, il quale  conoscendo un ragazzo molto giovane ma gia molto esperto musicalmente, lo sottopose agli altri del gruppo. Questo era Dante Pergreffi ed abitava a Fabbrico, un paese a circa 10 km da Novellara.. Simpaticissimo, allegro, gioviale dopo pochissime prove, Dante debutto’ con un concerto nel suo paese in mezzo ai suoi amici e dei Nomadi in un chiassoso e spassosissimo concerto, dove Augusto e Chris furono divertentissimi. Questo accadeva alla vigilia di Natale. Ma Dante, pur giovanissimo piacque subito, anche per le potenzialita’ che sapeva esprimere al basso, bravo come tutti i suoi compagni, fu subito preso a benvolere da tutto il gruppo, ma in specialmodo da Chris e  Augusto che lo defini’ un cucciolo… Dante porto’ una grossa ventata di allegria al gruppo, io me li ricordo ancora, quei balletti e quegli scherzi che si succedevano sul palco. Augusto, Dante e Chris, erano spassosissimi, Fu forse quello il periodo piu’ bello per la parte artistica e professionale della ditta Nomadi. Tra l’altro Dante era praticamente un dipendente, perche’ non fece parte da subito della societa’. Gli anni passarono veloci per Dante, pieni di soddisfazioni e di successi. Continuava a maturare cementando un’intesa perfetta con il gruppo, e trafiggendo continuamente cuori femminili. Detto questo, il bassista amava anche alla fine di ogni concerto con qualche amico girare nella notte alla ricerca ed alla scoperta di pub non conosciuti vicini ai luoghi dei concerti alla ricerca di luoghi notturni da scoprire. Un’anima irrequieta, quanto quanto era tranquillo sul palco. La sua grande curiosita’ per il mondo della notte a questo vagabondo fu pero’ fatale. Infatti all’alba di una mattina, nel ritorno a casa nei pressi di Fabbrico la sua auto Saab 900 sbandava  e finiva fuori strada in un campo e per Dante non ci fu piu’ niente da fare. Dante in quel momento era lucidissimo e furono subito stroncate sul nascere, dai Nomadi le voci maligne che volevano un suo stato alticcio alla guida . Dante invece era lucidissimo, probabilmente gli fu fatale un colpo di sonno. Beppe subito avvertito si reco’ immediatamente all’ospedale, ma purtroppo era gia tardi. Lunga e diritta correva la strada, ancora una volta la canzone di Francesco Guccini, faceva da eco ad un’altra grande tragedia. Dante era stato applauditissimo insieme ai Nomadi qualche giorno prima al Raduno di Casalromano, dove i Nomadi avevano portato ben 6000 persone in uno sperduto paesino di provincia e mentre era alla vigilia della partenza per un piccolo tour di concerti in Svizzera, dove i Nomadi erano stati richiesti. Anche io, ricordo che al momento di recarmi al raduno, imprecai perche’ non riuscivo a trovare il luogo del Concerto,  Mi chiesi il perche’ di questa scelta di un paesino di provincia. Beh poi ho capito negli anni, Casalromano (dove i raduni si svolgono tuttora) era la continuazione di una scelta di vita, il proseguimento di una filosofia, lo stare con la gente semplice di una semplice e piccolo paese della provincia padana. Coerenti, come sempre. Tornando alla morte di Dante la cosa piu’ terribile, penso fu quella di dare la notizia ad Augusto nella maniera meno incruenta possibile visto che era molto affezionato a Dante,  e che era gia colpito dalla malattia. Non posso raccontare altro, se non quello gia descritto.  perche’ non ho vissuto quel periodo in prima persona e non voglio certamente inventare cose che non conosco, posso pero’ inviarvi alla lettura del libro ”NOMADI IL SUONO DELLE IDEE 1963 1993” che racconta con lucidita’ il “maledetto anno 1992” Sono contento di essere tornato a scrivere qualcosa, spero che l’articolo letto vi piaccia, perche’ in fondo racconta un periodo bello e brutto nel medesimo tempo di una parte della storia dei Nomadi. E’ una storia, ripeto, tutta anomala di questo mondo che non ha mai avuto pieta’ per nessuno, e che invece per i Nomadi, hanno avuto pieno significato, in termini d’ emozioni, fatti, e storie da raccontare. Una emozione fatta di musica, amicizia, solidarieta’. Ciao a tutti, ancora una volta con tantissimo affetto e sentimento. Renzo

Dante di Renzo Sartiniultima modifica: 2010-05-15T11:12:52+00:00da gianluca1989
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