Remember di Renzo Sartini

…da Novellara non ho più visto ne ascoltato i Nomadi dal vivo; adesso comincio ad avere bisogno di un “loro concerto” di ritrovare gli amici, di mangiare con loro in attesa della loro musica e finalmente ascoltare la sigla Eurovisiva che da qualche tempo, con potenza, annuncia l’inizio del concerto e allora…e allora ecco uno dei tanti ricordi “riassunto” dei miei viaggi solitari a Novellara… così, per ricordare l’affetto che mi lega a questa terra e a questi “musicisti” e non solo…

 
(1995, credo…) Sono emozionato!
 
Come tutte le volte che passo il confine tra la mia Toscana e l’Emilia, ed effettuo un viaggio area di destinazione “NOMADI” mi entra addosso prima una strana euforia, poi una grande allegria ed infine vengo preso da un’emozione che difficilmente mi riesco a spiegare, ma che sicuramente chi ha nel suo intimo, la passione, la mentalità, lo spirito e tanti amici nella famiglia Nomade riesce senz’altro a capire.
Questa volta il viaggio e’ diverso perché e’ l’ultimo di una discreta serie di miei anonimi svariati viaggi a Novellara. Viaggi che poi, spesso vi ho raccontato.
 
Spero che negli anni chi mi ha seguito nei miei racconti, abbia apprezzato il mio sforzo, da sempre teso a darvi notizie, a dare informazioni, a mettervi al corrente, a raccontare cose reali, e narrare fatti accaduti inconfutabili vissuti di persona ma per me pieni di emozioni.
Ne viene fuori uno spaccato di vita di paese, ne viene fuori una cruda concretezza, una confessione fuori dai denti, che si identifica con la gente della bassa, quella gente che, raccontano i Nomadi “e’ cupa, un poco scontrosa, ma quando ama sa amare davvero…” e “il paese” è una canzone bellissima che racconta la vera storia e la vita di tutti i giorni della bassa Emiliana, di Novellara. Sono stato ormai tante volte a Novellara ma stavolta vi parlerò di Fabbrico, il paese di Dante, che ha trovato la morte all’alba di una mattina che immagino grigia in una anonima strada della bassa padana. L’ho immaginata, quella strada maledetta, in quel momento piena di nebbia (chissà se era davvero cosi nell’attimo dell’incidente). In quel posto, incrocio maledetto che divide delle anonime località chiamate Bernolda e Ca de Frati, l’auto di Dante ha sbandato, finendo in un campo. Li è terminata la ancor giovane vita  di un ragazzo che gia da tempo nei Nomadi, veniva apprezzato.
Lunga e diritta, correva la strada, questo canta la canzone splendida di Guccini, ma le strade si sa, portano lontano e troppo spesso portano anche alla morte. Dante ha trovato così la sua pace su quella strada percorsa tante volte per tornare alla sua casa e che quella volta invece lo ha tradito.
Un destino ha legato Dante ad Augusto nella vita come nella morte.
Ho cercato invano, di parlare con i parenti di Dante, ma la sua casa natale a Fabbrico non c’è più, un suo fratello mi hanno detto si è trasferito a Reggio e sembra che sia in vita solo una zia di Dante nel paese, per questo ho ritenuto non turbare questa persona anziana, con dei ricordi che potevano per lei, essere penosi.
Il suo luogo di riposo nel cimitero di Fabbrico non è proprio anonimo come gli altri, la sua foto, la data della sua nascita, della sua morte ed accanto scolpita una chitarra… una tomba che, come quella di Augusto, è accompagnata da ninnoli, ricordi omaggi come quella di Novellara. Non si è dimenticata di Dante, la grande massa, generosa, del popolo Nomade.
Se si esce dall’autostrada a Reggio Emilia, si nota subito un cartello, che ti fa entrare immediatamente nello spirito nomade, è l’indicazione di Bagnolo in Piano, oggi comune, e teatro dei primi concerti dei Nomadi nella zona, nella loro terra; altri cartelli indicano poi paesi anonimi e uguali come… Guastalla, Pieve Rossa, San Tommaso, Vezzosa, Correggio, Fabbrico, paesi che a voi non possono dire niente, ma dove vi assicuro si tocca con mano quanto i Nomadi, sono amati e vezzeggiati, ed considerati un vanto della terra emiliana.
Mi emoziona ancora tantissimo, ve lo avevo gia raccontato in qualche messaggio ripassare da quelle strade, rivedere quelle campagne, quelle colline che i Nomadi hanno cantato e cantano oggi nelle loro canzoni . Queste mi hanno accompagnato in ogni viaggio, sono là , quasi da toccare con un dito, tutto e’ uguale alle canzoni, l’atmosfera e’ quella, la terra e’ quella, la nebbia e’ quella, le gente e’ quella: “LA GENTE E’ CRUDA E UN POCO SCORTESE, MA QUANDO AMA SA’ AMARE DAVVERO” … Ripenso come gia detto, che se non fossi nato nella mia Toscana, ed essendo a questa terra molto affezionato, mi sarebbe piaciuto vivere da queste parti, nella bassa padana. Il mio carattere si addice molto a queste atmosfere e a questa terra.
Poi i viaggi di ritorno, ancora ascoltando, come se non conoscessi le loro canzoni. I Nomadi di oggi, i Nomadi di allora , ma come sempre tanti ricordi, tante emozioni. poi, un giorno, come per tutti tutto questo, anche per me finirà. Ciao a tutti, ancora una volta con tantissimo sentimento. Renzino
Remember di Renzo Sartiniultima modifica: 2010-04-21T19:07:25+00:00da gianluca1989
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento