Stagioni(renzo Sartini)

Stagioni…

Siamo partiti sabato mattina per l’Umbria in tre: io con la mia Lambretta 175 e l’amico Andrea dietro come passeggero e Carletto con la sua Vespa 150 acquistata nuova di pacco. Il benessere ci ha improvvisamente colpito: in un anno abbiamo cambiato i nostri motorini e siamo passati a mezzi un pò più sofisticati. Anche se devo dire che fare 600 chilometri tra andata e ritorno in due giorni per andare a un concerto e’ un po da pazzi e sempre un’avventura. La settimana scorsa li avevamo raggiunti ai confini della Toscana e li, un violento temporale ci aveva colto proprio mentre alzavamo le nostre mini tende canadesi alla fine del concerto e ci preparavamo per andare a dormire; morale della favola: uno dei peggiori temporali dell’epoca con la notte passata in bianco, bagnati fradici come pochi a togliere l’acqua che sembrava un fiume dentro la canadese due posti. Ma questo è solo una delle tante cose che potrei raccontare di questo errare avventuroso... Tutti gli amici conosciuti... li ricordo uno per uno, ricordo tutto! Oggi per fortuna il tempo è bello. Arriviamo sul tardo pomeriggio abbastanza stanchi del viaggio e i ragazzi dello staff sono già la; Bigi, grande tecnico delle luci, sempre taciturno quando è intento al suo lavoro è in bilico sugli altoparlanti intento a finire di montare l’impianto luci… è un perfezionista e gli piace studiare e ristudiare gli effetti… Pecchia, Marchino Piero, con gli altri stanno aiutando Buttarelli a scaricare tutto il materiale dal grande van che ospita gli strumenti e gli altri impianti. Athos, il nostro grande amico pratese ha sempre la fortuna (ancora oggi) di avere scaricato per primo il suo materiale e con il tutto già montato sta attaccando i cavi che dal palco arrivano al suo grande mixer. Abbiamo conosciuto sua moglie, ragazza simpaticissima.  L’allestimento procede velocissimo data ormai l’esperienza di tutti i componenti lo staff. Stasera sarà sicuramente uno dei grandi concerti che siamo abituati a vedere. Beppe arriva per primo, poi tutti gli altri. Un saluto veloce e poi le prove. Le note della tastiera e gli accordi di Stagioni li riconosco subito, Beppe le prova e le riprova e non sembra particolarmente soddisfatto di ciò che esce dall’amplificazione  e lo fa presente a Marchino tecnico del mixer di palco. Poco dopo però,  le alte note della tastiera fanno capire che tutto è andato  a posto come sempre. Augusto è un po taciturno e poco affabile stasera; veste, molto elegante una giacca di camoscio marrone, poche parole e si prova: Tutto a posto e Aiutala sono le due canzoni. Sotto il palco si applaude, Siamo fortunati: non sempre alle prove ci hanno fatto assistere, a volte ci fanno anche uscire. Non è certamente colpa dei Nomadi ma dell’organizzazione. Una volta ne parlammo con Augusto, il quale ci aveva detto che nei contratti con L’Arci, c’era questa loro richiesta di far assistere alle prove anche il pubblico, invece con altri organizzatori no, questo non era possibile. E la solita storia, a volte, accadeva anche con le forze dell’ordine che ci facevano uscire non capendo qual’è il rapporto dei Nomadi con il loro pubblico. Un episodio increscioso accadde all’ora di cena, quando un folto gruppo di ragazzi ha rotto loro le scatole per tutto il tempo che erano a mangiare con richieste continue di foto e autografi. Si vedeva chiaramente che erano scocciati di questo fatto; noi che li conoscevamo bene sapevamo che quello era il loro momento di relax e non amavano essere scocciati. Tutto  questo invece non succedeva in certe serate quando alla fine della cena erano proprio loro a chiamarci per stare al loro tavolo. Credo che abbiano sempre apprezzato questo nostro comportamento, mai entrante. Dopo la cena a base di vino e panini, il saluto con gli amici e le amiche della prima fila quasi sempre la stessa e tale ormai da considerarsi una famiglia, finalmente inizia il concerto. Non mi dilungherò molto stavolta a spiegare l’emozione di tutto cio che è seguito; ma solo quello intensissimo per me di ascoltare il primo pezzo che e’, e rimane ancora oggi, la mia canzone preferita: Stagioni! Beppe arriva sul palco al buio da solo, si siede alle tastiere e nel medesimo istante con un grandioso effetto di luci blu e verde due faretti si accendono e illuminano solo lui e le sue tastiere con due coni di luce. Penso alla bravura del burbero e rustico ma efficente tecnico di prim’ordine delle luci… Bigi. Poi partono le prime note e la lunga introduzione da solista di Beppe di questo pezzo fantastico, emozionale e bellissimo… poi dopo quattro minuti contati di introduzione ascoltato in religioso silenzio, arriva Augusto… e parte la sua voce… un brivido, ragazzi, per me un vero brivido, tanta è l’emozione che mi dà questo pezzo… il pubblico Nomade non rimane insensibile e sente a pelle queste emozioni… 100, 1000 accendini si accendono e rendono bellissimo l’ambiente… ma come si fa a descrivere le emozioni: impossibile! Stagioni è troppo bella, per descrivere ancora oggi le emozioni che mi sa dare… canta Augusto: fa freddo, ma c’è il fuoco accanto a te…e dopo anche: com’è strano essere amanti io e te, eravamo ieri amici io e te… Bellissima… Ancora una volta, con tantissimo sentimento… Renzo

Stagioni(renzo Sartini)ultima modifica: 2008-07-23T16:25:21+00:00da gianluca1989
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